× Scopri il bio Prodotti e produttori Salute & ricette Punti vendita Volantino Franchising Carta fedeltà Contatti
Alla scoperta della frutta essiccata

Con il nome di frutta secca chiamiamo comunemente noci, nocciole e mandorle, ecc. anche se sarebbe più corretto definirla frutta oleosa visto che a rigore, non sono frutti ma semi, e la vera e propria frutta secca è in realtà quella che è stata fatta essiccare con appositi strumenti o al sole eliminando tutta l’acqua, tra questa ad esempio datteri, prugne, albicocche, ecc. Per rispondere alla curiosità dei nostri lettori, in questo articolo analizzeremo e metteremo a confronto la frutta fresca e quella essiccata (o disidratata/secca), analizzandone i suoi valori nutritivi.

Quando i frutti freschi vengono essiccati, un processo in cui viene rimosso quasi tutto il loro contenuto d'acqua, si trasformano in alimenti molto più piccoli ma al contempo ricchi di sostanze nutritive. A parità di peso, la frutta essiccata contiene più micro nutrienti, fibre, vitamine (esclusa la vitamina C) e antiossidanti, rispetto alla frutta fresca. Albicocche secche, uva passa, prugne e fichi contengono ad esempio elevate quantità di beta carotene, vitamina E, ferro, magnesio e calcio, mentre gli antiossidanti chiamati polifenoli sono più abbondanti nei datteri e nei fichi secchi. I polifenoli sono collegati al mantenimento di un cuore sano e prevengono malattie come il Cancro, l'osteoporosi e la degenerazione del cervello mentre la fibra si trova in tutti i frutti secchi, e non solo aiuta il sistema digestivo, ma è stata anche associata alla prevenzione dell'obesità e delle malattie cardiache.

Di contro, eliminando l’acqua con il metodo dell’essiccazione, la frutta essiccata concentra gli zuccheri e le calorie in una dimensione molto più ridotta rispetto alla frutta fresca. Per questo motivo la frutta essiccata ha una grande quantità di calorie e zuccheri naturali, che comprendono principalmente il glucosio e il fruttosio, e si possono qualificare come eccellenti alternative ad altri snack dolci, senza grassi saturi e additivi!

Diversi studi hanno dimostrato che le persone che mangiano frutta essiccata, in genere, presentano un rischio di obesità ridotto, e assumono più sostanze nutritive rispetto ai soggetti che non la includono nella loro dieta. Inutile dire che per le ragioni sopra elencate, la frutta essiccata va consumata in moderazione – 30-40g al giorno è più che sufficiente!

La frutta secca, come la mela essiccata, le prugne, oppure il mango non sono solo gustosi snack o comode merenda da mettere nello zaino per i nostri figli, ma aggiungono anche un gusto meraviglioso ai pasti. Ad esempio albicocche secche, datteri, uva passa e mirtilli rossi possono essere aggiunti a insalate, riso, verdure e primi piatti, oppure anche alla carne alla griglia. Inoltre, ciliegie e fichi secchi esaltano il gusto del cereale o dello yogurt naturale, e la frutta essiccata è deliziosa quando viene servita con formaggi e noci.

Ma attenzione, in moltissime confezioni di frutta disidratata troviamo diossido di zolfo o anidride solforosa, che è un gas che viene usato come disinfettante, agente sbiancante o come conservante alimentare. Quando trattata con l’anidride solforosa prima dell’essiccazione aumenta la durata di conservazione e consumata in piccole quantità questa sostanza viene considerata “sicura” ma comunque si tratta di un prodotto chimico tossico. Per stare più tranquilli, potete acquistare le marche biologiche.

Altrettanto importante è evitare la frutta essiccata a cui viene aggiunto lo zucchero oppure lo sciroppo. Salvo forse i mirtilli e le amarene, la frutta disidratata contiene già abbastanza zuccheri naturali.

In conclusione, la frutta essiccata, come molti altri alimenti, fa bene perché un suo consumo moderato contribuisce ad aumentare l'apporto di fibre e sostanze nutritive, in particolare diverse vitamine e antiossidanti. Tuttavia, la frutta essiccata va mangiata in moderazione e comunque non è un sostituto alla frutta fresca di stagione!

Cavolfiore arrosto con olive, uva passa e nocciole schiacciate

Ricetta per 2-4 persone

  • 1 testa di cavolfiore, tagliata a pezzetti
  • 6 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaio di aceto di sherry o aceto di vino bianco
  • 2-3 cucchiaini di sciroppo d'acero
  • 2 cucchiai di olive verdi snocciolate, tagliate a pezzetti
  • 30 g di uva passa
  • 30 g di nocciole, schiacciate

Preriscaldare il forno a 250 ° C e preparare una teglia da forno con un foglio di supporto. Saltare il cavolfiore con 3 cucchiai di olio d'oliva. Aggiungere sale e pepe. Stendere sul foglio di supporto e arrostire fino a quando il cavolfiore è tenero e leggermente dorato (circa 20 minuti in totale), girando il cavolfiore una volta a metà della tostatura.

Mentre il cavolfiore arrostisce, aggiungere i restanti 3 cucchiai di olio d'oliva con l'aceto e lo sciroppo d'acero e condire con sale e pepe.

Togliere il cavolfiore dal forno e trasferirlo in un piatto da portata. Sulla teglia del cavolfiore spalmare le nocciole tritate e arrostire nel forno ancora caldo per qualche minuto fino a doratura.

Mescolare il cavolfiore con le nocciole tostate, le olive e l´uva passa e mescolare con il condimento.

Servire preferibilmente quando ancora tiepido.